Nel suo debutto alla regia, Mary Jirmanus Saba affronta una rivoluzione dimenticata, salvando dall'oblio gli scioperi sanguinosi repressi nelle fabbriche di tabacco libanesi e nelle fabbriche di cioccolato Gandour. Questi eventi degli anni '70, che promettevano una rivoluzione popolare e con essa l'emancipazione delle donne, sono stati cancellati dalla memoria collettiva dalle guerre civili del Paese. Ricco di filmati d'archivio provenienti dalla tradizione cinematografica militante libanese, il film ricostruisce lo spirito di quella rivolta, interrogando il passato su come potremmo trasformare il presente.

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