Da circa cinquant’anni le grandi aziende estraggono petrolio nella foresta amazzonica dell’Ecuador, emettendo sostanze tossiche e dannose per l’ambiente e per la salute, tanto che l’area è stata definita “la Černobyl dell’Amazzonia”.
In particolare, l’azienda Chevron-Texaco ha violato per anni le norme ambientali, riversando nei fiumi circa 16 miliardi di acque reflue tossiche. Le popolazioni native sono le più colpite, perché spesso vivono lungo i fiumi, e da quasi trent’anni lottano per fermare gli sversamenti di petrolio e affermare il proprio diritto alla salute.

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