È un viaggio alla scoperta delle palestre popolari in Italia dove si pratica boxe dal basso.
Non si tratta di palestre low cost anche se il principio di base dello sport popolare è l’accessibilità. Ciò che accumuna le palestre popolari è la pratica sportiva in un ambiente autogestito dichiaratamente antifascista, antirazzista e antisessista. Sono luoghi di aggregazione, di militanza e di resistenza, in un mondo dove la pratica sportiva diventa sempre meno accessibile a una grande parte della popolazione.
Il film fa visita a 18 realtà di boxe popolare sparse in tutta Italia: La Dante di Nanni di Torino, La Trollmann di Bergamo, Le Sberle di Milano, Baraonda di Segrate, Volpe rossa di Lonate Ceppino Va, Angolo Rosso di Como, Gagarin di Busto Arsizio, Dal Pozzo di Saronno, Underdog di Milano, Jacovacci di Verona, Polisportiva Pavese, Trebesto di Lucca, Intifada di Empoli, Lupo Rosso di Bologna, La Pallestra di Roma, Vincenzo Leone di Napoli, Trollmann di Bari, Jacovacci di Foggia e Neruda di Torino.
Molte palestre si trovano in centri sociali con i quali condividono spazio e percorsi, altre nascono come polisportive che vanno a riempire un vuoto in alcune città dove lo sport è in mano quasi sempre a chi ne fa un business.
La boxe popolare è praticata da centinaia di persone e le varie realtà spesso e volentieri si radunano per eventi e allenamenti condivisi con lo scopo di scambiare conoscenze e creare ponti, relazioni umane e percorsi comuni di militanza. Esiste una vera e propria rete di sport popolare nella lotta e nei territori, un’alternativa allo sport commerciale e fortemente agonistico.

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