Una storia di musica, ma soprattutto di spazi e libertà.
Negli anni ’90 la scena rave romana costruisce alternative concrete all’intrattenimento commerciale: autogestione, accesso, comunità. Dai primi eventi semi-legali nei grandi spazi urbani fino alle esperienze nei centri sociali, la città diventa un laboratorio aperto di sperimentazione culturale.
Roma Illegale attraversa questa traiettoria, tra crescita e trasformazione, conflitti e contraddizioni, fino alla nascita dei free party illegali e al tentativo di sottrarsi alle logiche del profitto.

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