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5 Giugno 2026

Sala Open 2025-2026: 5.000 spettatori per immaginare il futuro insieme.

Scritto da Redazione Openddb in 

"Osiamo inventare l'avvenire – Visioni collettive per cambiare il presente".

Non era soltanto il titolo della quarta edizione di Sala Open, ma una dichiarazione d'intenti. In un tempo segnato da guerre, crisi democratiche, disuguaglianze crescenti e trasformazioni sociali sempre più rapide, abbiamo scelto di costruire una stagione capace di guardare al presente senza rinunciare alla possibilità di immaginare il futuro.

Un futuro che, come suggeriva il titolo della rassegna, non nasce dall'attesa ma dall'azione collettiva, dall'organizzazione, dalla memoria e dalla capacità di costruire comunità.

Da ottobre 2025 a maggio 2026, il Cinema Galliera di Bologna ha ospitato la quarta edizione di Sala Open, la rassegna organizzata da OpenDDB – Distribuzioni Dal Basso con il contributo del Comune di Bologna. Il risultato è stato il più significativo dalla nascita del progetto: 57 proiezioni complessive, repliche comprese, e quasi 5.000 spettatori, con una media di circa 90 presenze per appuntamento.

Numeri che raccontano qualcosa di più di una buona partecipazione. Raccontano il bisogno di ritrovarsi in una sala per guardare insieme film che parlano del mondo che abitiamo e delle possibilità di trasformarlo.

Un programma che guarda ai conflitti del presente

La stagione si è aperta con Il Pilastro e Everyday in Gaza, che nei mesi successivi avrebbe vinto il David Di Donatello come miglior cortometraggio. Da un lato il racconto di un quartiere bolognese, dall’altro uno sguardo sulla vita quotidiana sotto assedio. Due film molto diversi, ma capaci di indicare subito la direzione della rassegna: partire dai luoghi, dalle persone, dai conflitti reali.

Nei mesi successivi la programmazione ha attraversato temi diversi ma profondamente connessi: la crisi climatica e le lotte ambientali con The Cost of Growth, la memoria popolare e culturale raccontata da La moda del liscio, il futuro della scuola pubblica in D'Istruzione Pubblica, le mobilitazioni contro i grandi eventi con Il grande gioco, la lotta delle donne iraniane in Women for Iran, il viaggio e la ricerca di libertà in Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi, fino alla memoria della guerra nei Balcani con Sarajevo Safari e al racconto intenso di una vita vissuta controcorrente in Con la pioggia dentro.

Il Pilastro e il legame con la città.

Se c'è un titolo che ha incarnato più di ogni altro il rapporto tra cinema e territorio è stato Il Pilastro. Con 20 proiezioni complessive e oltre 2.000 spettatori, il documentario è stato il film più visto dell'intera stagione.

Non si tratta soltanto di un successo cinematografico. In un anno in cui il quartiere Pilastro è tornato al centro del dibattito pubblico cittadino, anche attraverso le mobilitazioni e le contestazioni legate al progetto “Futura” , il film è diventato uno spazio di confronto collettivo sulla memoria del quartiere, sulle trasformazioni urbane e sul diritto delle comunità a partecipare alle scelte che riguardano il proprio territorio.

Inventare l'avvenire, insieme.

Le quasi 5.000 presenze registrate in questa quarta edizione raccontano una comunità che continua a crescere attorno a un'idea semplice ma sempre più necessaria: il cinema può essere molto più di un prodotto da consumare.

Può essere uno spazio di incontro, un luogo di discussione e allo stesso tempo uno strumento per leggere il presente e immaginare il futuro.

Per questo, guardando ai risultati di questa stagione, il dato più importante non è soltanto il numero degli spettatori. È la conferma che esiste ancora un pubblico disposto a riempire una sala per confrontarsi con storie capaci di mettere in discussione ciò che appare inevitabile.

Perché osare inventare l’avvenire significa costruirlo insieme.